La struttura del presente saggio monografico è scandita in due parti, una dedicata alle idee ed una alla verifica empirica.
Il lavoro monografico vuole tracciare un quadro criminologico completo –trattasi di lavoro dal taglio eminentemente criminologico – sia sull’apporto della scienza criminologica, così come evolutasi storicamente, al tema del discusso rapporto fra fattore razziale e criminalità, un tema da sempre al centro di
attenzione degli studiosi delle scienze sociali, sia sulla ricerca empirica che ha indagato la relazione fra fattore razziale e sistema penale.
L’indagine parte da una acquisizione criminologica nota: la sovra-rappresentazione delle minoranze etniche all’interno della popolazione detenuta rispetto alla loro rappresentazione nella popolazione generale in tutti i Paesi europei e d’oltreoceano.
Questo dato induce la dottrina criminologica ed anche penalistica a porsi un interrogativo: fino a che punto questa evidente sproporzione è frutto di un maggior coinvolgimento delle minoranze etniche in attività criminali e se, e in caso affermativo in che misura, ciò possa ricondursi ad un agire discriminatorio dei vari operatori del diritto nell’ambito delle diverse fasi del processo penale.
Il problema della presenza di discriminazione razziale non si appalesa infatti soltanto nel c.d. racial profiling ad opera delle forze di polizia, un dato per vero acquisito in molti Paesi, ma si estende a tutte le fasi processuali e a tutti gli attori del processo, quali pubblici ministeri, giudici, giurie e personale penitenziario.
Il saggio monografico si impegna nel tentativo di dare una risposta, pur nella complessità del tema, a questo interrogativo sulla cui attualità non si può dubitare anche dinanzi alla natura sempre più plurale delle moderne democrazie.