La trasformazione digitale delle città e dei servizi rischia di determinare risvolti negativi quanto all’inclusività degli anziani, potenzialmente esposti a nuove forme di vulnerabilità.
Il digital divide e la grey digital inequality possono, infatti, tradursi nell’esclusione dall’accesso ai diritti, alla mobilità e alla partecipazione delle persone anziane alla vita della comunità.
In questo quadro, le smart cities possono diventare age friendly solo se progettate secondo criteri di accessibilità, cura e accompagnamento digitale.
In particolare, la mobilità – dai trasporti pubblici, alla mobilità condivisa, fino al turismo e ai viaggi digitalizzati – rappresenta un ambito cruciale, in cui tecnologia e inclusione devono necessariamente procedere in stretto collegamento.
Le recenti politiche europee e nazionali mostrano una crescente attenzione alla mobilità fragile e alla inclusione digitale degli over 65 e soprattutto degli over 80 (grandi anziani), confermando come l’accesso consapevole alle tecnologie non sia un privilegio, ma uno strumento essenziale di equità ed inclusione sociale.