Nel 1942 il legislatore nell’emanare la disciplina del condominio, inserita nel libro terzo del codice civile, in relazione alla realtà sociale, finanziaria e tecnica esistente in quell’anno, ha considerato l’amministratore del condominio quale esecutore, in particolare, contabile della gestione del condominio.
Per questo motivo, anche i condomini richiedevano un soggetto che sapesse tenere correttamente la situazione contabile del condominio, con la registrazione puntuale delle spese sostenute e degli incassi delle rate dei contributi dovuti dagli stessi condomini.
L’evoluzione sociale, scientifica e tecnologica, che ha modificato il modo di come amministrare correttamente un condominio, ha portato il legislatore a modificare l’attività dell’amministratore, conferendogli una professionalità che prescrive sempre più competenza e conseguente studio costante delle normative e delle interpretazioni giurisprudenziali delle stesse, per evitare errori nell’espletamento del contratto di gestione del condominio, che si conviene tra questo e l’amministratore, che possano comportare danni ai condomini, risarcibili e assicurabili, nonché responsabilità penali che sono proprie e afflittive e, soprattutto, non assicurabili.
Questo volume affronta gli aspetti maggiormente rilevanti della prestazione che deve eseguire l’amministratore, al fine di consentirgli di incorrere il meno possibile in inesattezze e in inadempienze, con le conseguenze negative, economiche e non, che ne derivano.